Intervista del 23/09/2017 per Kobo Writing Life

Con il suo libro La danza del Puparo, Antonio Michele Paladino fa parte dei sei finalisti della prima edizione del concorso di scrittura “Romanzi in cerca d’autore” a cui dedichiamo un ritratto speciale : un’opportunità di scoprirlo come uomo e come scrittore. 

Antonio Michele Paladino, nato a Trieste nel 1986, vive a Catania, dove sta trasformando la sua passione per la scrittura in una vera e propria professione.

Come è nata la tua voglia di scrivere?
Vorrei poter raccontare la storia di un’epifania, di una manifestazione, con tanto di nuvole che si diradano per lasciar passare un solitario raggio di sole. La realtà è che ho iniziato a scrivere per gioco. Poi il gioco è diventato passione e la passione esigenza. A oggi, credo di avere una dipendenza dalla scrittura. Ne ho parlato con il mio medico. Mi ha detto che non dovrebbe essere nulla di grave.

Come ti è venuta l’idea della trama del tuo libro La danza del Puparo?
La danza del puparo è la storia di un matto che sperimenta la vita attraverso i racconti dell’Opera dei pupi. Annullando il confine che separa realtà e finzione, il protagonista può avere come amici due pupi: Orlando e Rinaldo. Loro non sono più burattini, bensì persone con le quali scambiare due chiacchiere a una festa, ma anche cavalieri a servizio di Sua Maestà nella lotta contro draghi e giganti. Come mi è venuta questa idea? A casa ho quattro vecchi pupi. Spesso mi sono chiesto: “E se li portassi fuori, con me, nel mondo reale, che cosa succederebbe?”.

Quali sono gli autori o i libri che ti hanno ispirato?
Non c’è un autore o un libro in particolare. Leggo più che posso e cerco d’imparare dai grandi della narrativa, vado a caccia dei trucchi del mestiere. Qualche volta riesco persino a scovarne un paio.

Come trovi l’ispirazione?
Non credo nell’ispirazione, non nel senso più comune. Non esistono muse, né venti favorevoli che ti suggeriscono da che parte andare. Però, conosco un trucco. Guarda il foglio bianco, fissalo bene, poi grida: “Non mi fai paura”. E vedrai che l’ispirazione, quella vera, quella che puzza di sigaro, arriverà. Allora saprai cosa farne.

L'intervista continua sul blog di Kobo Writing Life